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Assegnazione di “Valore” a singole abitazioni presenti

in un E.R.A.(Ecosistema Residenziale Autosufficiente)

Consulta subito un documento sintetico sull'argomento

L'analisi che segue ha lo scopo di dimostrare l'enorme convenienza della nostra innovativa proposta organizzativa residenziale e sociale rispetto alle modalità attuali che ci ostiniamo a considerare le uniche possibili, nonostante le evidenti difficoltà crescenti che queste comportano.

Attraverso i nostri 12 podcast, che è possibile leggere/ascoltare gratuitamente, semplicemente lasciando il proprio nome e la propria email nella pagina disponibile a questo link, dimostriamo la possibilità quasi immediata, aperta a tutti e in particolare a coloro che si considerano lungimiranti, di realizzare ben 9 indipendenze strategiche attraverso nuove consapevolezze, grazie a un processo di condivisione crescente basato sulla solidarietà e sulla sinergia tra esseri umani.

Allo scopo di semplificare al massimo la comprensione della nostra proposta, ci limiteremo ad analizzare un ipotetico "valore" di una singola abitazione che prende parte a un E.R.A., considerando il raggiungimento di 5 delle 9 indipendenze che fanno parte del nostro progetto originale. Aggiungeremo, infine, anche il maggior "valore" ottenibile attraverso la nostra innovativa proposta "generatrice di prosperità", trascurando volutamente l'analisi degli effetti entusiasmanti prodotti dalle altre 4 indipendenze residue, riguardanti la Salute, l'Economia, la Formazione e l'Informazione.

Iniziamo con l'analizzare i benefici indiscutibili dell'indipendenza alimentare e idrica, considerando che questi servizi saranno disponibili praticamente a costo zero, come dimostreremo nella fase finale di questa analisi, grazie anche alla possibilità di ottenere una vera e propria indipendenza immobiliare.

Per questione di semplicità espositiva, prendiamo come riferimento una coppia di individui che decidono di abitare all'interno di un E.R.A. poiché le stesse valutazioni potranno essere facilmente riadattate a single o a famiglie, mediante piccoli interventi correttivi.

Quanto può valere l'indipendenza alimentare e idrica per una coppia di individui residenti che optano, per esempio, per una dieta vegetariana?
La nostra analisi preliminare ha quantificato una media di spesa attuale almeno pari ai 200 euro pro capite mensili.
Di contro, la presenza di impianti di depurazione e riciclaggio delle acque, orti condivisi e di apposite serre idroponiche/aeroponiche presuppone un impegno gestionale medio giornaliero pro capite quantificabile in un massimo di 30 minuti giornalieri.
Per dovere di completezza possiamo anche affermare che i 30 minuti giornalieri impegnati, sono paragonabili al tempo necessario per spostare i due residenti nei luoghi predisposti per la generazione del reddito comprendendo anche quello necessario per acquistare ciò che serve per la loro nutrizione. Abbiamo trascurato volutamente l'incidenza dei costi aggiuntivi di trasferimento (mezzi pubblici o privati, assicurazioni, carburanti, manutenzione, rischi, salute, tasse, ecc....).
Le indipendenze alimentare e idrica, in conclusione, offrono un risparmio netto annuale pari ad almeno € 4.800,00.

Passiamo ad analizzare, ora, l'indipendenza energetica distinguendo, per semplicità, i tre costi principali:

  • carburanti per la movimentazione (n. 2 auto = € 2.800,00 annuali)
  • carburanti per il riscaldamento e per la cucina (€ 1.000 annuali)
  • energia elettrica (€ 800,00 annuali)

La nostra analisi ha rilevato la media di spesa per ciascuna delle tre voci sopra riportate che per comodità abbiamo addebitato alla coppia e non a ogni singolo componente della stessa.
Avvalendoci di sistemi di produzione di energia alternativa, che azzererebbero anche il consumo di carburanti mediante l'utilizzo di mezzi elettrici, possiamo considerare il risparmio annuale complessivo relativo a questa voce di costo, pari ad almeno € 4.800,00.

Analizziamo, ora, l'indipendenza relativa alla mobilità - trasporti.
Ci siamo mai chiesti quanto davvero incide sul nostro portafoglio la "proprietà" di un automezzo, escludendo il costo del carburante?
Per mantener fede al nostro principio di cautela e di semplificazione, abbiamo ipotizzato la presenza di due utilitarie il cui costo di acquisto iniziale è stato pari a € 7.500,00 per un totale di € 15.000,00. Consideriamo che il valore del mezzo ammonterà, dopo soli 5 anni, al 40% di quello iniziale. Ne deriva, quindi, che il costo medio annuale, per la coppia, dovuto alla svalutazione delle due auto è stato pari al:

(60% x 15.000,00) / 5 = € 1.800,00

A questi costi vanno aggiunte almeno altre 2 voci:

  • Assicurazione (€ 1.600,00 annuali)
  • Manutenzione (€ 600,00 annuali)
Per un totale risparmio approssimativo pari a: € 4.000,00 annuali

Questi costi potrebbero essere azzerati mediante l’economia della condivisione. Per esempio, parte dei mezzi disponibili potrebbero essere "noleggiati" a un pubblico esterno ristretto e convenzionato, al fine di recuperare la maggior parte dei costi succitati.
Eventuali usi personali aggiuntivi, occasionali o permanenti, rispetto alla disponibilità del parco auto condiviso, saranno gestiti attraverso apposite convenzioni con società di noleggio a breve/medio/lungo termine in modo da essere contenuti al massimo.

Per finire analizziamo l'indipendenza immobiliare iniziando con il quantificare l'impatto economico sulla coppia di una residenza idonea alla loro vita quotidiana. Grazie al nostro esclusivo contratto di "gestione patrimoniale solidale" che consente, di fatto, l'ottenimento di questa indipendenza, viene inizialmente depositato un fondo di partecipazione al completamento dell'E.R.A. del quale la coppia vorrà far parte, pari ad almeno il 50% del valore dell'immobile residenziale che gli viene affidato in comodato d'uso gratuito.
All'esaurirsi del periodo contrattuale, il fondo depositato viene restituito integralmente e vengono aggiunti anche gli interessi legali maturati nel fratempo.
In tal senso possiamo affermare che il costo di permanenza all'interno dell'immobile è stato praticamente nullo.
Possiamo dedurre che l'eventuale canone di locazione, per esempio, pari a € 6.600,00 annuali, diventa un vero e proprio risparmio aggiuntivo.
D'altra parte, anche l'acquisto di un immobile di ugual valore avrebbe richiesto almeno il doppio dell’importo necessario all’adesione a un E.R.A., con l'alea dell'eventuale perdita per svalutazione in fase di rivendita, oltre agli ulteriori costi connessi agli aspetti fiscali.

Riassumendo le 5 voci analizzate fino a questo momento, risulta che la scelta di abitare al'interno di un E.R.A., se pur limitata alla disponibilità delle 5 indipendenze analizzate, può generare un risparmio complessivo annuo approssimativo pari ad almeno:
4.800,00 + 4.600,00 + 4.000,00 + 6.600,00 = € 20.000,00 annuali.

Quanti soldi dovrebbe aver depositato in banca la coppia esaminata per ottenere una rendita annuale di questo tipo?

Ipotizzando interessi pari addirittura al 5%, moltiplichiamo la somma di cui sopra per 20, ne deriva che sarebbe come aver depositato in banca € 400.000,00 a fronte di un deposito di soli € 100.000,00 per far parte di un E.R.A..

Ipotizziamo, ora, il caso di una richiesta di un semplice prestito pari ai € 100.000,00 (anche diviso in più persone), necessario per depositare il fondo utile al completamento immobiliare dell'E.R.A..

Al termine dei 5 anni, coloro che hanno depositato il fondo "guadagneranno" una somma quasi pari al deposito stesso.

Si tenga presente, infatti, che i "gestori patrimoniali" riceveranno un beneficio, in termini di risparmio prodotto dall'annullamento delle solite spese correnti, pari a circa 18.840,00 euro annuali, per un totale approssimativo proprio di 100.000,00 euro in 5 anni. Questa somma sarebbe versata alla banca creditrice, oltre agli interessi passivi dovuti, al fine di estinguere il debito iniziale.
Inoltre, al termine del contratto di "gestione patrimoniale", il fondo depositato sarebbe restituito, comprensivo degli interessi legali maturati.

Ricapitolando, al termine dei 5 anni:

  1. il risparmio prodotto dall'annullamento delle spese correnti sarà pari approssimativamente a 100.000,00 euro;
  2. il recupero del fondo depositato inizialmente, ipotizzando interessi legali al 2%, come previsto dal contratto, sarà pari a circa 110.000,00 euro.
  3. la somma complessiva da restituire per il prestito bancario di 100.000,00 euro, con interessi pari all'8% annuo, sarà pari a circa 120.000,00 euro;

Conclusione:
guadagno netto: € 90.000,00 =
100.000,00 (risparmio spese correnti) +
110.000,00 (recupero fondo depositato) -
120.000,00 (restituzione del prestito bancario)

Questa somma potrebbe essere, quindi, riutilizzata anche per un'altra eventuale gestione patrimoniale, disponibile ovunque, azzerando nuovamente i costi residenziali e senza richiedere più alcun prestito.

Come promesso, ora, analizzeremo anche la possibilità di generare, a favore della coppia residente, almeno una quota di quella prosperità necessaria per consentire alla coppia stessa di disporre di risorse economiche aggiuntive, utili a effettuare acquisti di prodotti e servizi diversi da quelli già compresi nella loro residenza.

Ipotizziamo, a tale scopo, che almeno una coppia di persone esterne all'E.R.A., per tre volte al mese, voglia sapere di più sul funzionamento pratico del nuovo sistema residenziale poiché interessati a riprodurlo altrove. Ipotizziamo anche che sia disponibile una foresteria interna o esterna convenzionata che possa ospitare le nuove coppia di "futuri ecosistemisti".
Considerando un compenso netto pari solo a € 250,00 per ciascuna delle due coppie (mensili) a cui i due residenti offriranno le loro "prestazioni" formative, avremo generato una nuova forma di "prosperità aggiuntiva" di almeno 500 euro/mensili che genereranno un reddito netto di almeno € 6.000,00 annuali.
Possono essere sufficienti per sostenere una buona parte dei costi esterni aggiuntivi che non sono ancora previsti all'interno dell'E.R.A. (vacanze, abbigliamento, ecc...)?
Abbiamo volutamente trascurato tutte le altre numerose opportunità di reddito che sono già state studiate per tutti i residenti che vorranno disporne.

Possiamo ipotizzare che anche questa opportunità aggiuntiva abbia un "valore"?
Utilizzando lo stesso criterio precedente, sarà sufficiente moltiplicare per 20 volte il reddito netto in oggetto per ottenere ben € 120.000,00 .
Facciamo notare che tutti i calcoli effettuati sino a questo momento sono assolutamente cautelativi poiché avere il 5% netto di interessi garantiti da un qualsiasi investimento non è proprio cosa da tutti...

Risultato finale?

In cambio della disponibilità iniziale, da parte della coppia (o di un gruppo di persone), della somma concordata, per esempio di € 100.000,00 , che saranno stati utilizzati per completare l'E.R.A. oggetto del loro interesse, saranno utilizzati servizi e prodotti il cui valore sarà sicuramente superiore a € 500.000,00 equivalenti.

Considerando i soliti parametri comparativi a cui siamo abituati, che non tengono conto in alcun modo dei risvolti etici e sociali di una scelta di questo tipo, possiamo concludere che l'investimento iniziale preventivato può produrre un incremento temporaneo di capitale, limitato al periodo di permanenza nell'E.R.A., paragonabile almeno al 100% all'anno...
Infine, ipotizzando anche una drastica riduzione del beneficio calcolato, dovuta ad una serie di imprevisti inevitabili, che portino i nostri risultati solo al 20% annuale del deposito iniziale, ci sembra comunque un esito di tutto rispetto, trascurando le eccezionali conseguenze etiche e sociali dell'intervento.
Non ci risultano, attualmente, investimenti sicuri e legali di questa considerevole entità nello scenario finanziario mondiale aperto alle persone comuni.